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Gentamicina
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La mwcggentamicina è un antibiotico mwcwamminoglicosidico, ad ampio spettro, prodotto da mwdaMicromonospora purpurea, con elevata attività contro batteri mwdgGram positivi e mwdwGram negativi. L'antibiotico è stato isolato nei laboratori di ricerca della società farmaceutica Schering. In Italia viene venduto da diverse società sia nella forma farmaceutica di fiale contenenti 40 oppure 80mwea mg di soluzione iniettabile per via intramuscolare o endovenosa, sia come crema per applicazione topica.
Contents
• Note
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Farmacodinamica
La gentamicina è un potente inibitore della sintesi proteica, capace di legarsi tenacemente alla subunità 30s dei mwfaribosomi, con successiva frammentazione degli stessi e morte cellulare. Questa proprietà condiziona il meccanismo d'azione di tutti gli aminoglicosidi, poiché il loro funzionamento è direttamente connesso alla permeabilità di mwfqmembrana propria di ogni batterio.
In vitro, a diverse concentrazioni, la gentamicina è in grado di inibire la crescita di mwfwmwgaEscherichia coli ed altri mwgqcoliformi, nonché di altri batteri Gram negativi (mwggmwgwPseudomonas aeruginosa, mwhamwhqProteus vulgaris, mwhgProteus morganii, mwiamwiqProteus mirabilis, mwigmwiwKlebsiella pneumoniae, mwjamwjqSerratia marcescens, mwjgmwjwYersinia pestiscite-ref-2[2], mwlaStenotrophomonas maltophilia, mwlgEnterobacter sakazakii, mwmaAerobacter aerogenes). Tra i batteri sensibili alla gentamicina sono compresi anche diversi Gram positivi (ceppi di mwmgmwmwStaphylococcus aureus, compresi quelli produttori di penicillinasi); sensibili in misura minore, alcuni mwnaStreptococchi (tra cui i beta-emolitici e alfa-emolitici di gruppo A).
In genere resistenti a gentamicina ed altri amminoglicosidi sono alcuni germi anaerobi (mwngBacteroides, e diversi mwnwClostridium) e alcuni Streptococchi (specie quelli del gruppo D).
Benché possieda una notevole attività da sola, la gentamicina spesso si somministra insieme ad antibiotici mwoqbeta-lattamici per l'eradicazioni di ceppi batterici multiresistenti.
Resistenza
Molti batteri mwpaanaerobi sono naturalmente resistenti alla gentamicina. mwpqmwpgStreptococcus ed mwpwmwqaEnterococcus, in virtù della selezione operata da parete-membrana, sono poco sensibili all'azione della gentamicina. La resistenza nei ceppi di mwqqmwqgStaphylococcus non è rara e consiste nella selezione di batteri mutanti con alterata permeabilità della membrana cellulare. La resistenza dovuta ad alterazioni ribosomiali è invece molto rara. Nei batteri gram-negativi, la resistenza è normalmente dovuta alla presenza di mwqwenzimi metabolizzanti codificati da mwraplasmidi. Per questo motivo batteri gram-negativi resistenti alla gentamicina risultano essere sensibili alla mwrqamikacina. Gli mwrgmwrwenterococchi sono in grado di metabolizzare gentamicina, amikacina, mwsanetilmicina ma non la mwsqstreptomicina.
Farmacocinetica
A seguito di somministrazione mwtaintramuscolare di gentamicina nel giro di breve tempo (30–90 minuti) si raggiungono livelli sierici mwtqbattericidi di farmaco e le concentrazioni efficaci permangono per almeno 6–8 ore. L'mwtgemivita plasmatica dell'antibiotico è di circa 1–2 ore, in soggetti con funzionalità renale nella norma. L'emivita è strettamente vincolata alla mwtwclearance della creatinina e alla creatininemia. Il legame con le mwuaproteine plasmatiche è ridotto. Il farmaco viene eliminato dall'organismo in forma immodificata quasi completamente attraverso l'mwuqemuntorio renale per un meccanismo di mwugfiltrazione glomerulare. Entro 24 ore si registrano concentrazioni urinarie dell'antibiotico pari al 70% o più della dose somministrata.
Tossicologia
Studi sperimentali sugli animali (mwvqtopo), hanno messo in evidenza valori di mwvgDL50 pari a oltre 9050mwvw mg/kg peso corporeo (quando somministrata mwwaper via orale), 485mwwq mg/kg (somministrata per via sottocutanea) e 75mwwg mg/kg (ricorrendo alla via mwwwendovenosa).
Usi clinici
Gentamicina trova indicazione nel trattamento delle infezioni cutanee (mwxgascessi, mwxwflemmoni), otorinolaringoiatriche: mwyaotiti medie, mwyqsinusiti, faringotonsilliti, mwygtonsilliti, mwywmastoiditi, delle vie respiratorie (mwzabronchiti acute, mwzqbroncopolmoniti, mwzgpolmonite franca–lobare, mwzwpleuriti, mwaaempiemi), del tratto urinario (mwaqcistiti, pieliti, mwagpielonefriti, mwawuretriti, mwbaprostatiti), del sistema nervoso centrale (mwbqmeningiti, mwbgencefaliti, meningoencefaliti) e di altre gravi infezioni (associate a mwbwustioni severe, mwcaosteomieliti, mwcqperitoniti, batteriemie, mwcgsetticemie).
Dosi terapeutiche
• Via intramuscolare o endovenosa
Nelle mweainfezioni polmonari gravi sostenute da mweqmwegPseudomonas aeruginosa, mwewmwfaProteus, mwfqmwfgEnterobacter, mwfwmwgaKlebsiella, mwgqmwggSerratia e mwgwmwhaAcinetobacter, la gentamicina associata a mwhqcefalosporine è spesso un presidio terapeutico salva vita, soprattutto nei pazienti gravemente compromessi.
Il dosaggio usuale, valido per la gran parte dei processi infettivi, è pari a 3mwhw mg/kg/die, generalmente suddivisi in 2-3 somministrazioni. Nei soggetti con infezioni che costituiscono un pericolo per la vita (oppure in pazienti con grave immunocompromissione), il dosaggio terapeutico può elevarsi fino a 5–6mwia mg/kg peso corporeo al giorno. Occorre evitare la somministrazione della singola gentamicina nelle infezioni da mwiqStaphylococcus, per la rapida insorgenza di resistenza. Nei pazienti con mwiginsufficienza renale deve essere costantemente controllata la concentrazione sierica di gentamicina, che, in ogni caso, non deve superare 5-10mwiw µg/ml.
• Via topica
Il mwkasolfato di gentamicina in creme 0,1-0,3% viene frequentemente utilizzato per la terapia di ustioni infette, lesioni cutanee e ferite. Può essere associato a mwkqidrocortisone per diminuire la risposta infiammatoria.
• Somministrazione intratecale
Gentamicina può essere utilizzata per via intratecale per il trattamento di mwnqmeningiti sostenute da batteri gram negativi, tuttavia: la possibilità di ricorrere a cefalosporine di terza generazione e altri antibiotici ha reso l'impiego di questa tecnica assai meno diffuso che in passato. Il trattamento intratecale negli adulti prevede la somministrazione, una sola volta al giorno, di 4–10mwng mg di antibiotico, mentre nei bambini la dose si riduce a 1–2mwnw mg, sempre una volta al giorno.
Effetti collaterali e indesiderati
Nel 1-5% dei pazienti che assumono gentamicina per più di 5 giorni possono manifestarsi segni di ototossicità (ronzii, diminuzione della sensibilità uditiva), soprattutto vestibolare. In questi stessi pazienti segni di nefrotossicità (in particolare mwogproteinuria ed mwowinsufficienza renale), si manifestano nel 5-25% dei casi, ma sono generalmente lievi e reversibili con la sospensione del trattamento. Frequenti anche i disturbi neurologici e psichiatrici: mwpavertigini, mwpqconvulsioni, mwpgcefalea, mwpwtinnito, mwqaparestesie, fascicolazioni, disturbi sovrapponibili a quelli della mwqqmiastenia gravis, mwqgconfusione mentale, mwqwallucinazioni. Come per molti altri antibiotici sono segnalati disturbi gastrointestinali (mwradispepsia, mwrqperdita di appetito, mwrgscialorrea, mwrwnausea, mwsavomito, mwsqdolore addominale, mwsgdiarrea). Le reazioni di ipersensibilità (mwswprurito, mwtaorticaria, mwtqrash cutaneo, mwtgeczema) sono rare.
Gravidanza e allattamento
La gentamicina, come altri antibiotici aminoglicosidici, può oltrepassare la barriera mwuqplacentare e causare danni al feto. In letteratura medica è riportato come l'utilizzo di antibiotici appartenenti alla classe degli aminoglicosidi in donne in stato di mwuggravidanza possa comportare la comparsa di sordità irreversibile e bilaterale nel neonato. Pertanto l'utilizzo di gentamicina in questo periodo deve essere, di norma, evitato. La mwuwFood and Drug Administration (FDA) ha inserito la gentamicina in classe D per l'uso in gravidanza (utilizzo per via parenterale). In questa classe sono inseriti i farmaci in cui studi, adeguati e ben controllati o di tipo osservazionale, su donne in gravidanza hanno dimostrato un rischio per il feto.
Piccole quantità di gentamicina vengono escrete nel latte materno. Vista la concreta possibilità che si possano verificare effetti avversi da aminoglicosidi nel lattante, generalmente si prende in considerazione la possibilità di interrompere l'allattamento oppure di sospendere la terapia, a seconda della situazione clinica della madre e di eventuali alternative terapeutiche.
Interazioni
• mwwaMetotrexato: la contemporanea somministrazione di gentamicina e metotrexato può comportare un ridotto assorbimento intestinale di quest'ultimo a seguito dell'instaurarsi di fenomeni di malassorbimento.
• mwwgCarbenicillina e mwwwticarcillina: in caso di co-somministrazione di gentamicina e carbenicillina o ticarcillina, è necessario controllare i livelli plasmatici dell'mwxaaminoglicoside perché le penicilline tendono a legarlo e inattivarlo. Prima di effettuare la misurazione della concentrazione plasmatica di gentamicina, è opportuno congelare il campione di sangue perché il fenomeno di inattivazione si verifica a temperatura ambiente.
• Farmaci con potenziale di nefro/mwxgneurotossicità (mwxwstreptomicina, mwyaamikacina, mwyqtobramicina, mwygkanamicina, mwywneomicina, mwzaparomomicina, mwzqcefalosporine, mwzgamfotericina, mwzwvancomicina, mw0acisplatino, mw0qcolistina, mw0genflurano, mw0wpolimixina B): la terapia di associazione di queste sostanze con gentamicina può aumentare notevolmente il rischio di nefrotossicità e/o di neurotossicità. Ne consegue che questo tipo di associazione farmacologica dovrebbe essere evitato.
• mw1qDigossina: la co-somministrazione di gentamicina e digossina può aumentare i livelli plasmatici di quest'ultima, e pertanto incrementare il rischio di tossicità digitalica. Questo tipo di interazione farmacologica può verificarsi anche se i farmaci sono assunti a distanza di tempo.cite-ref-pmid15085946-4-0[4]cite-ref-pmid1323465-5-0[5]cite-ref-pmid1339769-6-0[6]
• Farmaci antinfiammatori non steroidei (mw4wIndometacina, mw5aketorolac ed altri): la somministrazione concomitante di gentamicina e FANS, tra cui mw5qindometacina, richiede una diminuzione del dosaggio dell'antibiotico ed un monitoraggio periodico dei suoi livelli plasmatici che possono risultare abnormemente elevati, incrementando il rischio di reazioni avverse.
• Diuretici dell'ansa (mw5wfurosemide, mw6aacido etacrinico): La terapia di associazione con gentamicina può aumentare il rischio di otossicità. Inoltre se i diuretici sono somministrati per via endovenosa possono alterare le concentrazioni dell'aminoglicosidico nel plasma e nei tessuti con ulteriore rischio di tossicità.cite-ref-pmid9643307-7-0[7]
Note
cite-note-11. Sigma Aldrich; rev. del 09.08.2012
cite-note-22. ↑ mw9gmw9wmw-aPeste - Istituto superiore di sanità, su mw-qepicentro.iss.it.
cite-note-pmid4375433-33. ↑ mw-qRE. Bryant, D. Hammond, mw-gInteraction of purulent material with antibiotics used to treat Pseudomonas infections., in mw-wmwaqaAntimicrobial Agents and Chemotherapy, vol.mwaqe 6, n.mwaqi 6, Dic 1974, pp.mwaqm 702-7, mwaqqPMIDmwaqu mwaqy4375433.
cite-note-pmid1339769-66. ↑ mwasgE. Krusteva, mwaskChanges in the plasma levels and basic pharmacokinetic parameters of digoxin used in combination with gentamicin, amiodarone and spironolactone., in mwasoFolia Med (Plovdiv), vol.mwass 34, n.mwasw 2, 1992, pp.mwas0 24-8, mwas4PMIDmwas8 mwata1339769.
Bibliografia
• mwaumBertram G. Katzung, Farmacologia generale e clinica, Padova, Piccin, 2006, ISBN 88-299-1804-0.
Voci correlate
• mwaucAminoglicosidi
• mwaukCefalosporina
• mwausEnterococcus
• mwau0Staphylococcus
• mwau8Pseudomonas aeruginosa
• mwaveAntibiogramma
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